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Piatti tipici della Campania: le 5 specialità da provare

Continuiamo il nostro excursus tra le tavole e le tradizioni culinarie italiane, proponendoti, stavolta, i piatti tipici della Campania.

Pubblicato il 7 febbraio 2022

Piatti tipici della Campania
Dalla pizza agli gnocchi alla sorrentina: i piatti tipici della Campania

La Campania è indiscutibilmente una delle terre più ricche del mondo a livello artistico e culinario. Se pensi il contrario vuol dire che non ci sei stato. Il nostro focus, oggi, ricade sui piatti tipici della Campania e, ti assicuriamo, la selezione non è stata fatta a cuor leggero.

Proprio per questo, teniamo ad avvisarti di restare incollato alla lettura fino alla fine, perché dopo i 5 piatti tipici campani scelti da noi, citeremo i grandi esclusi di questa selezione.

I 5 piatti tipici della Campania da provare

Una terra avvolta dall’arte, dall’accoglienza e spontaneità della sua gente, dalle bellezze monumentali e stradine storiche tutte legate da un unico filo conduttore: i profumi delle pietanze salate e dolci che sono scolpite nell’immaginario collettivo italiano e non solo.

La Campania può vantare tradizioni culinarie secolari, in alcuni casi millenarie, basti pensare che gli antichi romani gustavano le prelibatezze che la terra campana era capace di offrire.

Per i campani, il legame e l’amore per la cucina è rimasto intatto tutt’oggi e viene avvalorato dalla moltitudine di detti che sottolineano l’importanza che questo popolo ha con il cibo.

Ecco uno dei tanti proverbi napoletani sul cibo:

“Quatto cose te fanno cunzula’: ‘a femmena, l’argiamma, lo suonno e lo magnà”.

Tradotto:

“Quattro cose che ti fanno star bene: la donna, il denaro, il sonno e il mangiare.”

Dunque, quali sono i piatti tipici campani? Di seguito le 5 specialità che abbiamo selezionato per te:

Pizza

L'iconica e buonissima pizza Margherita
L’iconica e buonissima pizza Margherita

Quando si parla di Campania, nello specifico di Napoli, non si può non partire da quello che è il piatto più famoso, non solo del territorio ma del mondo: la pizza. Una pietanza semplice, veloce ma dalla bontà unica e che non passerà mai di moda.

Risale al 1600 dal desiderio di rendere più gustosa la schiacciata di pane anche se inizialmente era condita con aglio, strutto e sale grosso o nella versione più ricca con caciocavallo e basilico. 

Per assaporare la classica margherita, con pomodoro e mozzarella, si dovette aspettare, però, oltre la metà del 1800. I meriti vanno attribuiti al pizzaiolo Raffaele Esposito che preparò tre pizze in occasione della visita del re d’Italia Umberto I di Savoia. La regina Margherita rimase talmente entusiasta e appagata dalla pizza che Raffaele Esposito decise di chiamare la sua creazione culinaria come la moglie del re.

Questa pizza tonda, morbida a base di acqua, farina, lievito e col cornicione rigonfio si può mangiare in tantissime località campane, ma la nostra bontà d’animo ha deciso di consigliarti le 4 pizzerie di Napoli migliori in assoluto:

Casatiello

Il casatiello napoletano
Il casatiello napoletano

Re indiscusso delle tavolate pasquali in Campania, il Casatiello affonda le sue origini dai tempi della dominazione prima greca e poi romana a Napoli. Il suo nome deriva dal greco “caseus” (“caso”) che in napoletano vuol dire formaggio (“cacio”), rievocando la notevole quantità che se ne può trovare al proprio interno. 

Seguendo la ricetta originale, le uova vengono poste intere, crude e col guscio e sporgono da esso con le iconiche croci che le proteggono e che simboleggiano la crocifissione di Cristo. L’impasto è simile a quello del pane ma insaporito con sugna e pepe e ripieno di salame e formaggi. 

È senza dubbio tra i piatti tipici della Campania più amati di cui è possibile rinvenire anche in altre varianti. Un rustico che è capace d’inebriare e appagare i sensi in qualsiasi momento, non a caso non è più solo consumato la domenica di Pasqua, ma, è protagonista dei pic-nic, da quelli tipici di Pasquetta ai più comuni nel corso dell’anno.

Sfogliatella

Sofliatella riccia e frolla
Sofliatella riccia e frolla

Dopo il salato, passiamo al dolce tipico della tradizione napoletana: la sfogliatella. La sua storia inizia in Costiera Amalfitana tra Furore e Conca dei Marini nel 1600 per la precisione nel convento di Santa Rosa e grazie a tale suor Clotilde. Un giorno, infatti, la madre superiore si accorse di alcuni avanzi di semola bagnata nel latte, e per non buttarli, ingegnò un miscuglio di ricotta, frutta secca e limoncello ricoperto da due sfoglie chiuse che ricordano il cappuccio di un monaco.

200 anni dopo, nelle mani di un oste chiamato Pasquale Pintauro, parente di una della suore, che decise di aprire un laboratorio in via Toledo, rivisitando la ricetta e dando il là alla vendita e conoscenza di questo dolce prelibato.

Quando si parla di sfogliatella, però, è bene precisare le due tipologie che è possibile rinvenire: la riccia e la frolla. La prima è croccante, rivestita di strati di pasta sfoglia sottili a forma di conchiglia e ripiena di ricotta, canditi, uova, vaniglia, cannella e zucchero. La seconda è caratterizzata dallo stesso ripieno della riccia ma ha una forma tonda e la pasta frolla che sostituisce la sfoglia.

Due tipologie che vanno a soddisfare i palati più diversi e che è impossibile non assaggiare se si decide di entrare in una pasticceria napoletana.

Gnocchi alla sorrentina

Gnocchi alla sorrentina
Gnocchi alla sorrentina

Piatto antichissimo che trova il suo fulcro d’origine in piazza Tasso a Sorrento nel 1600, in una vecchia taverna, quando le patate vennero usate in modo del tutto innovativo. Il cuoco, infatti, decise di lessarle, schiacciarle e realizzare un impasto aggiungendo farina e acqua.

Ciò che ne scaturì fu un composto morbidissimo che venne meticolosamente tagliato a tocchetti per evitare si sfaldasse. Ti ricorda qualcosa? Ecco come nacquero i famosi gnocchi.

Gnocchi a cui vennero aggiunti gli ingredienti della pizza Margherita: pomodoro, mozzarella, basilico fresco e in più il provolone grattugiato. Un’esplosione di sapori e profumi, un condimento che si sposa a meraviglia con lo gnocco e lascia al contempo delicatezza e sensazione di appagamento di cui ognuno, nell’arte pratica del “mangiare”, ricerca.

Spaghetti alle vongole

Spaghetti alle vongole
Spaghetti alle vongole

“Tutti i grandi cambiamenti sono semplici”, e mai frase fu più azzeccata come quella scritta dal poeta Ezra Pound per descrivere gli spaghetti alle vongole. Un piatto diffusissimo sulle tavole di tutta Italia ma la sua natività è legata a Napoli e, proprio qui e in provincia, è tradizione prepararlo il giorno della vigilia di Natale.

Piatto estremamente semplice ma che deve badare a regole particolari per far sì che sia esaltato al meglio. La regola fondamentale è che gli spaghetti alle vongole vanno cucinati senza sugo. Per quale motivo? Perché in bianco il sapore delle vongole emerge e impregna maggiormente la pasta, risvegliandoti le sensazioni marine più profonde e nascoste. In aggiunta al succulento mollusco, è preferibile abbinare sale, olio, aglio, prezzemolo e pepe nero.

Detta la normativa da rispettare per assaporare al meglio questo piatto, ti sveliamo come renderlo cremoso seppur sia fatto senza una vera e propria salsa: il trucco sta nello scolare gli spaghetti presto e finire la cottura nell’acqua filtrata delle vongole, l’amido presente nella pasta farà la magia.

Piatti tipici della Campania: i grandi esclusi

Concludere il nostro articolo così, senza citare alcuni tra i piatti tipici della Campania più buoni e tradizionali non è giusto né per le nostre né per le vostre papille gustative. Meritano così una menzione speciale le seguenti pietanze di origine tutta campana: la pasta patate e provola, i paccheri allo scoglio, la frittata di maccheroni, salsiccia e friarielli, la pizza di scarole, l’impepata di cozze fino ad arrivare a dolci come la pastiera e il babà. ALT! Quasi dimenticavamo la succosa e generosa parmigiana di melanzane, ci scusiamo con tutte le nonne e mamme d’Italia, comprese le tue.

La mano sul fuoco che ti sia venuta fame la mettiamo assolutamente, così come la voglia e curiosità di provare questi piatti tipici campani recandoti fisicamente sul posto. Una località che “è unica e impareggiabile“, come affermato dall’attore francese Gérard Depardieu, il quale ha poi aggiunto: “Per me l’Italia inizia da Napoli“. Ça va sans dire.

Scopri altri piatti tipici italiani

L’Italia è un paese meraviglioso e non vogliamo annoiarvi con la solita retorica, quel che è certo è che in nessun altro posto al mondo si mangia meglio. 

Dopo la Campania, ti lasciamo con i piatti tipici della Puglia, altra meta tutta da “assaggiare” e scoprire:

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